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sabato 13 agosto 2016

A' FAR'NEDD - LA FARINELLA

La straordinaria polvere pugliese dei ricchi e dei poveri 

A' far'nedd in gergo dialettale rimanda alla farina ma, soprattutto per la gente di Putignano (il comune a sud-est del capoluogo barese e patria del Carnevale) e dintorni assume un significato tutto particolare, tanto da dedicarle una maschera.


Ebbene sì...perché la farinella non è un semplice sfarinato di ceci e orzo (originariamente di solo orzo) pestati e tostati, ma rappresenta un elemento di identità storico-culturale proprio di questa zona. A circa 40 km, la cittadina tarantina di Castellaneta, città di Rodolfo Valentino, le dedica una giornata di festa (7 agosto), intitolata Sagra da Far'nedd e dei sapori di Puglia.




C'ERA UNA VOLTA...

Dopo varie dominazioni, passando dai peuceti ai romani, intorno al '300 la cittadina di Putignano si trovò a dover fronteggiare invasioni molto violente da parte dei saraceni.

La disperazione spingeva i poveri abitanti inermi a sperimentare qualsiasi artificio per scampare alla morte. Da qui l'idea di cospargersi tutto il corpo di una polvere color nocciola e apparire di fronte ai carnefici come dei "mostri".

Questa visione fece rabbrividire effettivamente gli usurpatori i quali, attribuendone la causa ad una malattia contagiosa che colpiva il territorio, pensarono bene di scappare via. Questa polvere, tanto semplice quanto miracolosa, aveva salvato la popolazione.


LA FARINELLA TRA ANTICO E MODERNO



La farinella ha origini molto antiche e il suo utilizzo era prettamente rurale, poiché rappresentava un pranzo unico per i lavoratori dei campi che portavano appeso alla vita in un sacchetto di tela, chiamato volgarmente "u' volz".

Ottenuta pestando i legumi in un mortaio, era consumata da sola con olio e sale, accompagnata da fichi freschi o secchi, mescolata con il Macco - ovvero una sorta di purea di fave - oppure con ciò che la terra offriva spontaneamente (erbe commestibili, cipolle selvatiche...).

Solo in un secondo momento, a partire dal 1700, la farinella finì per conquistare anche le tavole dei signori, riccamente imbandite, utilizzandola al naturale come accompagnamento, ad esempio sulla pasta al sugo, oppure sulle verdure ben condite, con patate lessate o con frutta, infine come dolce mescolandola con dello zucchero.

Attualmente viene utilizzata mescolandola al sugo di pomodoro oppure spolverandola sulle verdure o sul brodo vegetale fino a raggiungere una consistenza pastosa.


FARINELLA "A PIÚ NON POSSO"

Come piatto unico...

  • farina di ceci e orzo
  • acqua
  • sale
  • olio extravergine e aceto

  1. In una terrina unite le farine e aggiungete un pò d'acqua, olio extravergine d'oliva, sale e aceto (q.b.).
  2. Mescolate tutti gli ingredienti fino a raggiungere la consistenza di un purè.


*Potete gustare questo semplicissimo piatto da solo oppure con contorni (cicorie, cipolle..), con fichi secchi o con verdure crude (carote, finocchi..). immancabile un buon vino rosso autoctono, a base di Malvasia Nera, Negroamaro o Primitivo.


Come piatto unico caldo?! Eccovi subito accontetati...
  • farina di ceci e orzo
  • 1 cipolla
  • pomodori maturi
  • olio extravergine d'oliva
  • prezzemolo
  • pepe nero

  1. In una pentola fate bollire dell'acqua con la cipolla, i pomodori maturi (precedentemente tagliati a pezzi) e del prezzemolo tritato.
  2. Dopo qualche minuto, aggiungete sale, pepe nero (in alternativa peperoncino in polvere) e olio extravergine (q.b).
  3. Quando la cipolla ha raggiunto la cottura, spegnete il fuoco e versate il brodo ottenuto in un piatto fondo, a cui poco alla volta andrà inglobata la farinella di ceci e orzo.
  4. Mescolate fino a raggiungere una consistenza omogenea e cremosa.


Come condimento...

La farinella si sposa bene con cicorie cotte e cime di rapa (verdure prettamente locali), abbinate a pasta casereccia (come le orecchiette).


Poteva mancare il dolce?!

La nostra farinella non smette di stupirci per i suoi mille utilizzi e allora vediamo insieme come preparare dei dolcetti sfiziosi con pochissimi ingredienti e tanta fantasia.
  • 350 gr di burro
  • 400 gr di zucchero
  • 500 gr di farina di orzo
  • 500 gr di farina di ceci
  • 2 uova
  • scorza di arancia e limone grattugiata
  • cannella
  • latte (q.b.)

  1. In una ciotola posizionate il burro aggiungendovi poco a poco lo zucchero, le uova, la scorza di limone e arancia, la cannella; quindi mescolate il tutto.
  2. Una volta raggiunta un'omogeneità ottimale, versate sul composto le due farine e continuate a mescolare fino a far fondere tutti gli ingredienti, aggiungendo latte all'occorrenza (se l'impasto risulta asciutto o duro).
  3. Fate riposare l'impasto ottenuto per circa un'oretta.
  4. Liberate la vostra fantasia creando forme di dolcetti a piacere con l'impasto.
  5. Posizionate i vostri dolcetti personalizzati su una teglia con carta da forno e cuocete a 150° per 15 minuti circa.
Sbizzarritevi anche voi con questo ingrediente antico e pronto a mille usi!!!


martedì 2 agosto 2016

SAGRA DE A'FAR’NEDD E DEI SAPORI DI PUGLIA


Tutte le novità della più grande Sagra d’Italia nella città di Rodolfo Valentino


La 15 ^ Edizione della più grande Sagra d’Italia è alle porte!

Domenica 7 agosto nella città di Castellaneta, la città del grande stilista Rodolfo Valentino, avrà luogo l’evento più atteso dell’anno.


L’evento si terrà seguendo un percorso enogastronomico che partirà dall’inizio del centro storico, proseguendo per via Vittorio Emanuele, passando per i vicoletti della città per giungere poi alla centralissima piazza Umberto I, il tutto accompagnato da piacevoli melodie della tradizione tarantina.

Indovinate un po quali saranno la novità di quest’anno! Vi basterà un unico ticket per:
·        assaporare dieci specialità dell’eccellenza pugliese
·        ricevere in omaggio un bicchiere dell’antica tradizione castellanetana


A proposito delle 10 specialità…

A cominciare da a’far’nedd, ossia la farina che si ricava dai legumi, (prevalentemente ceci), ci saranno friselline con l’olio d’oliva, cavatelli ceci e cozze, mozzarelle, vino, frutta, l’amaro Pugliese Fiume insieme ad alcune novità..


In primis potrete assaggiare la focaccia farcita del personal chef Francesca Maselli solo con prodotti a km zero, quali farinella, cacioricotta, capocollo di Martina Franca e zucchine trifolate alla menta.


Altra novità sarà il Panino di Mare con tentacoli di polpo, insaporito con cipolla, peperoni, pomodori, olive, capperi e prezzemolo.

E poi… ovvio! L’assaggio dell’olio extravergine d’oliva è un must in Puglia e come tale non può assolutamente mancare in una sagra così grande.
In questa occasione lo proverete sul pane casereccio di Laterza.
Di cosa ci siamo dimenticati? Da bravi intenditori, aiutateci voi… Cos’altro secondo voi non può assolutamente mancare sui banchi di una tipica sagra pugliese?

Un omaggio per i più fortunati…
Se sei fortunato potrai portare a casa anche il bicchiere ufficiale in ceramica dipinto a mano con alcuni proverbi in dialetto castellanetano…
“Che na sùnte de sàale se pèrde a mènestre”
“Sdevèche na tenàzze, ci mànge sèmpe pène e fecazze”
Qualcuno di voi sicuramente conosce il significato di queste due frasi, ma per chi non li avesse mai sentiti non preoccupatevi, sul bicchiere troverete anche la traduzione in italiano!
Merito dell’organizzazione va all’associazione Uni.Com.Art. di Castellaneta insieme alla Fondazione Rodolfo Valentino con il patrocinio della Regione Puglia con l’assessorato Area Politiche per lo Sviluppo Rurale e del Comune di Castellaneta.